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mangia prega ama

“Mangia Prega Ama” è il film diretto da Ryan Murphy con Julia Roberts, Javier Bardem, James Franco doppiato da Massimiliano Manfredi

Mangia Prega Ama è il film diretto da Ryan Murphy.

basato sull’omonimo libro diventato bestseller Eat Pray Love di Elizabeth Gilbert

La sceneggiatura è di Ryan Murphy e Jennifer Salt.

mangia prega amaIl produttore è Dede Gardner mentre i produttori  esecutivi sono: Brad Pitt, Jeremy Kleiner, Stan Wlodkowski.

Le case di produzione sono:

Columbia Pictures, Plan B Entertainment, Red Om Films, Syzygy Productions.

E la distribuzione in italiano è a cura di: Sony Pictures.

Nel cast  di Mangia Prega Ama ci sono:  Julia Roberts, Javier Bardem, James Franco, Billy Crudup.

Massimiliano Manfredi è la voce italiana di James Franco che nel film è David Piccolo.

Le riprese, invece, sono iniziate a New York, proseguite a Delhi e Pataudi (India), Bali (Indonesia), Roma e Napoli.

A Roma sono state girate scene a Piazza Navona, Campo de’ Fiori, Piazza di Spagna e Villa Borghese:

a Napoli hanno girato nel quartiere Forcella.

Liz Gilbert ha tutto ciò che una donna moderna può sognare, un marito, una casa e una carriera di successo, ma come tante altre donne è insoddisfatta, confusa e alla ricerca di cosa effettivamente desidera dalla vita.

Appena divorziata, trovandosi ad un bivio, Liz decide di allontanarsi dal suo mondo rischiando tutto. Intraprende un viaggio intorno al mondo per tagliare con il passato e ritrovare se stessa.

In Italia riscopre il piacere di mangiare, in India arricchisce la sua spiritualità e, inaspettatamente, a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore.

 

Julia Roberts dopo avere letto il romanzo ha voluto fortemente interpretare Liz:

Ognuno di noi affronta un percorso, un momento nella propria vita nel quale sente l’esigenza di ridefinire ogni cosa e capire cosa si cerca.

Il cammino di Liz è particolare, è visivo, una storia che ha un suo fascino, una storia universale, familiare a chiunque.

L’attrice ha dichiarato, inoltre,  di avere un rapporto idilliaco con l’Italia dove è tornata per la terza volta a girare un film:

l’Italia mi vizia, tornarci è stato confortevole ma anche eccitante, visto che c’è sempre un nuovo aspetto della vostra metropoli da scoprire.

Non è più quel mistero quasi minaccioso di quando vai in un posto per la prima volta.

Ho compiuto il viaggio partenopeo più breve della storia.

 Ho avuto giusto il tempo di abboffarmi di pizza: ne avrò mangiate sette, poi siamo subito ripartiti.

Certo, qualche chilo in Italia l’avrò preso:

ma per fortuna poi siamo andati in India a girare in abiti larghi e comodi, quindi sullo schermo non si è visto nulla… Ma resistere ai piatti di pasta era impossibile“.

 

Gli autori sapevano quanto fosse necessario girare negli stessi luoghi visitati dalla Gilbert ed il regista ha spiegato come hanno lavorato:

Eravamo pronti a spostarci in tutti i luoghi in cui era stata Liz Gilbert.

In alcuni casi li abbiamo raggiunti facilmente, soprattutto a Roma, altre volte siamo stati fortunati, come quando abbiamo girato alla Casa Reale di Ketut Liyer a Bali.

 Essendo il libro famoso e amato, come regista dovevo attenermi alla realtà.

Roberto Pedicini

Intervista a Roberto Pedicini

Una bella chiacchierata col nostro Roberto Pedicini, docente dell’Accademia del Doppiaggio che presta la sua voce per attori come Kevin Spacey, Javier Bardem e Jim Carrey. Con lui abbiamo parlato del lavoro del doppiatore, dell’insegnamento all’interno dell’Accademia e del suo impegno radiofonico, altra parte molto importante della sua vita.

Come hai iniziato questo lavoro?

Lavoravo in una televisione locale in Abruzzo, TvQ di Elia Iezzi, che conduceva un programma dove venivano intervistati alcuni doppiatori famosi come Pino Locchi, Pino Colizzi, Ferruccio Amendola, voci importanti del cinema. Io andavo a guardare queste interviste e a vedere come parlavano. Erano persone che avevano un grande carisma, l’ingrediente principale del lavoro dell’attore. Fu questo che mi colpì: non la voce, ma l’emozione che davano quelle voci. Ed è anche su questo che baso il mio insegnamento per l’Accademia, cercare di trasmettere qualcosa che ognuno di noi ha in sé. Poi c’è l’attitudine, il talento. Cosa che io probabilmente avevo, perché quando ho iniziato era come se avessi sempre saputo fare questo lavoro, mi veniva naturale, non ho mai provato agitazione ed emozione di fronte al microfono. E questo da subito: feci il primo provino a Roma, andai in sala e, dopo due giri dell’anello, chiesi subito all’assistente di togliere l’audio e lui mi disse: “Di già?”. Feci la scena subito, mi veniva facile entrare nel corpo dell’attore. Va detto che, in antitesi a questo pregio, avevo il problema dell’apparire, avevo molta timidezza, vergogna, non mi piacevo fisicamente. Andavo in soggezione, mi sentivo un bambino indifeso sotto il giudizio degli altri, giudizio che io stesso mi davo. Il doppiaggio mi permetteva di far uscire la mia anima, un’anima ricca di emozioni e sentimenti, cosa su cui ho lavorato e continuo a lavorare tanto. Dal provino di Roma, con Mimmo Palmara, è iniziato tutto. Tra l’altro non ho fatto nessun corso di recitazione e di dizione, è stata esperienza diretta. Guardavo quello che facevano gli attori a schermo e lo riproducevo. Ho un orecchio molto sviluppato, quello che sento riesco a riproporlo, ma non semplicemente imitandone la voce ma anche dando l’emozione dell’attore durante la scena.

Come vi è venuta l’idea di aprire un’Accademia del Doppiaggio e qual è il tuo rapporto con l’insegnamento?

Circa 15 anni fa io, Walter Bucciarelli e Christian Iansante andammo a cena a Pescara e ne parlammo. C’era una grande richiesta in quel momento, capimmo che si poteva provare questo percorso e, infatti, oggi siamo la scuola che ha più succursali e corsi in tutta Italia. Non è semplice, non prendiamo tutti e diventa sempre più difficile, anche perché c’è meno necessità rispetto al passato. All’epoca ero il doppiatore del momento, ma comunque mi chiedevo cosa avrei potuto insegnare a dei ragazzi, non esiste un metodo. Poi ho capito che il metodo più sincero di essere un insegnante è essere se stessi, essere veri, trasmettere agli altri quello che è stato il tuo percorso e cosa hai capito durante questo percorso. L’insegnante deve essere generoso: do tutta la mia energia. Non chiedo allo studente di essere perfetto, anche perché è lì per imparare, ma deve metterci la stessa energia, la stessa forza che do io. Non posso insegnare la passione e l’amore. Poi, ovviamente, ci sono ragazzi che hanno più attitudine e quelli che ne hanno meno, ma tutto dipende da come ci si approccia. Molti credono che conti solo la voce, ma in realtà la voce può essere solo un bel suono o un brutto suono, un suono di carattere o da protagonista. Ferruccio Amendola non aveva una voce bella, ma era molto carismatica. Bastava che dicesse due parole e lo si riconosceva subito. Lui era vero, ed è questo che devono capire subito gli allievi.

Qual è il primo consiglio che dai ai tuoi allievi?

Imparare a essere vulnerabili e disponibili. Io stesso mi sono rimesso in gioco in un laboratorio permanente di recitazione di Alessandro Prete e ho imparato un concetto primario: se noi ci mettiamo in una situazione di predisposizione all’ascolto, possiamo vivere il “qui e ora”. Quando sei vulnerabile apri il tuo petto alle emozioni, fai lavorare la tua intelligenza emotiva e creativa, non quella razionale. Quando stai girando, o sei a teatro, il regista dice “azione!”, non “pensiero”. Un attore fa questo, agisce. E noi dobbiamo iniziare a sentirci: non la nostra voce con l’orecchio, ma sentirci a livello emotivo. Questa è la vulnerabilità e, se vivi il qui e ora, rimandi quello che senti.

Un’altra parte molto importante della tua vita lavorativa è la radio. Un amore ritrovato…

Sì, due ore al giorno, su Radio Freccia. Sono da solo, in totale solitudine, senza regia e con i messaggi degli ascoltatori. Ho inventato un personaggio che si chiama Bob Revenant e il contenitore di queste due ore si chiama “Arca dell’arte e del libero pensiero”. Ogni sera affronto un tema, dalla lussuria, la vergogna, le fobie, l’amore, la fiducia, insomma tutto lo scibile delle emozioni umane, e ne parliamo. In questo modo si crea un’empatia con l’ascoltatore. Non sono tecnicamente perfetto e non sono nemmeno un figlio del rock, anche perché il rock oggi non è il mio genere preferito. Però diventa funzionale il concetto del rock, un rock che è modo di vivere. Ed è rivoluzionario. E rivoluzionario non significare diventare cattivi, brutti, ma essere aperti, disponibili in un mondo dove tutti sono aggressivi, diffidenti. Bisogna dare un’accezione positiva alla vita. Questo è quello che voglio fare in radio e sta andando alla grande, mi arrivano tantissimi messaggi ogni sera. Tutto questo mi dà una gioia e un entusiasmo grandissimi, non i soldi che di certo aiutano nelle esigenze pratiche, ma noi siamo felici solo quando facciamo qualcosa che amiamo.

Quali attori ti hanno messo più in difficoltà?

Tecnicamente Jim Carrey. E l’attore più faticoso da doppiare, anche se in questo momento non sta lavorando a causa di gravi problemi personali. A volte mi sono capitati dei cartoni animati difficili, come ad esempio Megamind. A livello recitativo Javier Bardem e Kevin Spacey sono quelli che mi hanno fatto provare tante emozioni, mi hanno messo a dura prova, anche perché hanno fatto dei film strepitosi e complessi da un punto di vista emotivo. Però per me difficile vuol dire “che bello, voglio farlo!” e non “è troppo difficile, non ci riesco”.

Bradley Cooper a team

I nostri docenti in TV – Mercoledì 19 luglio

Potrete ascoltare le voci dei nostri docenti, in prima e seconda serata, in diversi film e telefilm, sui canali in chiaro e a pagamento. Questo l’elenco dei film di mercoledì 19 luglio 2017:

In chiaro

  • Annapolis – La7, ore 23.00 – Emiliano Coltorti (Jake Huard/James Franco)
  • 50 volte il primo bacio – Nove, ore 21.21 – Roberto Pedicini (Nick/Pomaika’i Brown)
  • The Grey – Rai 4, ore 21.04 – Christian Iansante (John Diaz/Frank Grillo)
  • Vicky Cristina Barcelona – Iris, ore 23.30 – Roberto Pedicini (Juan Antonio/Javier Bardem)
  • Amore a prima svista – Paramount Channel, ore 23.30 – Franco Mannella (Mauricio Wilson/Jason Alexander)
  • The Flash – Italia 2, ore 21.10 – Alberto Angrisano (Joe West/Jesse L. Martin)

Pay tv

  • DC’s Legends of Tomorrow – Premium Action, ore 22.00 – Emiliano Coltorti (Rip Hunter/Arthur Darvill)
  • The Big Bang Theory – Joi, ore 21.15 – Gabriele Lopez (Leonard Hofstader/Johnny Galecki)
  • 12 anni schiavo – Premium Cinema, ore 23.24 – Emiliano Coltorti (John Tibeats/Paul Dano)
  • A-Team – Sky Cinema 1, ore 21.15 – Christian Iansante (Sberla/Bradley Cooper)